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Internazionali di tennis, una
Internazionali di tennis, una "creatura" tutta sammarinese
L'editoriale di Alessandro Giuliani

Un’attesa lunga sette anni, per questo gli Internazionali di Tennis “San Marino Open” tornano nel calendario del tour e nell’agenda degli appassionati quasi come una liberazione, un ritorno che va a colmare un vuoto che ogni anno diventava più doloroso.
Sì, perché l’appuntamento con il grande tennis sul Titano era diventato una tradizione del cuore per molti, un tuffo nel Circuito ma anche l’occasione per rivedere l’Antica Repubblica. Diciamo subito che l’attesa poteva essere anche più breve se la pandemia di Covid non avesse cancellato ogni velleità per il 2020, poi quest’anno non appena il presidente federale Christian Forcellini ha visto il pertugio giusto per dare al Challenger la giusta collocazione nel calendario internazionale, ci si è infilato anima e corpo. E così la tradizione con il grande tennis in Repubblica riprende il suo cammino. Con rinnovate ambizioni e con la volontà di aprire un altro ciclo virtuoso.
Gli ingredienti sono sempre quelli, un cast di assoluta qualità, modellato alla fine dagli stessi organizzatori con le wild card, ed un’organizzazione più da Atp Tour che da circuito Challenger.
Tornano due concetti base: l’importanza di un evento tutto sammarinese per l’indotto nazionale e di conseguenza il connubio sport-turismo sul Titano che torna protagonista.
Il torneo internazionale si conferma un prodotto tutto sammarinese, con maestranze e know-how sammarinese. Un dato non da poco se si considera che l’organizzazione di molti tornei dello stesso livello è ormai data in appalto. La Federazione Sammarinese Tennis, guidata dal presidente Christian Forcellini, rimane orgogliosamente a capo della sua creatura, con passione ma anche quella tradizione organizzativa maturata in decenni di esperienza sul campo.
Gli Internazionali ripartono da due giocatori importanti, il siciliano Marco Cecchinato, n.82 del ranking mondiale Atp, e il francese Gilles Simon, n.102, una garanzia di spettacolo. Il tennista palermitano nel 2013 vinse la penultima edizione del “San Marino Open” battendo in finale Filippo Volandri, così da centrare per la prima volta il successo in un torneo Challenger. Quel risultato, il migliore in carriera sino a quel momento, permise all’atleta italiano, che si era presentato al via del Challenger sammarinese grazie ad una wild card, di compiere un balzo di ben 86 posizioni nel ranking Atp, entrando nei primi 200. Da lì iniziò una scalata che lo portò, nel 2018, in semifinale al Roland Garros e nel febbraio dell’anno seguente fino alla 16esima poltrona della classifica.
Ma vanno seguiti con grande interesse anche gli azzurri Salvatore Caruso, Federico Gaio, Roberto Marcora e Paolo Lorenzi, atteso ad uno degli ultimi tornei di una grande carriera. Occhio, inoltre, al boliviano Hugo Dellien e all’argentino Juan Ignacio Londero, due giocatori sempre in grado di fare la differenza sulla terra battuta. E poi qualche sorpresa è sempre dietro l’angolo, in un circuito Atp Challenger dove regna l’equilibrio ogni settimana. Un ulteriore motivo di interesse per un evento che, tornando in calendario, ha già vinto la prima sfida. Ma non intende certo fermarsi qui…

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