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Cecchinato e
Cecchinato e "San Marino Open", questione di feeling


Proprio sul Monte Titano ha aperto le ali per spiccare il volo verso le vette del tennis mondiale e ora Marco Cecchinato si appresta a farvi ritorno. Nel 2013, ripagando la fiducia degli organizzatori che gli avevano concesso una wild card per il tabellone principale, agli Internazionali di Tennis “San Marino Open” il giocatore di Palermo conquistò il suo primo titolo importante, a livello challenger, imponendosi in finale su Filippo Volandri, così da compiere un balzo di ben 86 posizioni nel ranking Atp, entrando nei primi 200.

“E’ stata una grandissima settimana per me – le parole durante quella cerimonia di premiazione del siciliano, capace di scrivere il suo nome nell’albo d’oro dieci anni dopo il conterraneo Alessio Di Mauro – e per questo mi sento di ringraziare il mio allenatore Cristian Brandi e il mio preparatore atletico Umberto Ferrara. Il lavoro che stiamo svolgendo sta pagando in termini di continuità quest’anno. E un grazie va anche agli organizzatori per la wild card che mi hanno assegnato, come pure al pubblico che mi ha sostenuto fin dai primi incontri. Filippo ha dato tanto all’Italia del tennis, è stato bello misurarmi con lui questa sera”.

In quel momento l’Italia tennistica si domandava se si trattava di un altro giovane di valore su cui puntare per qualche traguardo di prestigio. E il ragazzo che a Palermo aveva tirato i primi colpi con Gabriele Palpacelli (che è anche lo zio), prima di passare sotto le cure di Massimo Sartori – a cui si è di nuovo rivolto lo scorso anno per rilanciarsi - e quindi di Francesco Aldi, in un giro d’Italia da Sud a Nord e ritorno, la risposta l’ha poi data sul campo, prendendosi il suo tempo, ma smentendo coloro che lo avevano frettolosamente classificato come un buon giocatore ma solo fino a un certo livello.
In un 2018 da favola “Ceck” ha prima rotto il ghiaccio nell’ATP Tour a Budapest, poi ha raggiunto una storica semifinale al Roland Garros (eliminando pure un certo Novak Djokovic) e ha fatto centro pure a Umago. E sullo slancio a febbraio 2019 ha messo in bacheca il terzo trofeo nel circuito maggiore, trionfando a Buenos Aires, fino a spingersi alla 16esima posizione nella classifica mondiale.

Poi, come capita a tanti nello sport, per dirla con Lucio Battisti, “le discese ardite e le risalite”. E così il nuovo Cecchinato, maturato anche grazie alla paternità, è tornato protagonista a livello ATP, con le finali nel “Sardegna Open” dello scorso ottobre e a Parma meno di tre mesi fa. Risultati che hanno un denominatore comune: la terra battuta, superficie su cui ha vinto anche 5 tornei e raggiunto 8 finali a livello challenger. La stessa superficie dell’appuntamento al Centro Tennis Cassa di Risparmio, che ritrova il suo posto nel calendario internazionale. Un torneo che per il “Ceck”, 29 anni a fine settembre, ha un sapore speciale e non potrebbe essere altrimenti. Già, questione di feeling.
 

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